In occasione della settantaseiesima Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, l’Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro di Ancona ha tracciato un bilancio sull’andamento della sicurezza nei luoghi di lavoro. L’analisi relativa ai primi sette mesi dell’anno evidenzia un quadro complesso per il territorio marchigiano e per la provincia dorica.
I dati diffusi segnalano una crescita generale delle denunce di infortunio: nell’intero territorio regionale si è registrato un incremento che ha portato il totale oltre quota diecimila casi, mentre a livello provinciale ad Ancona la cifra ha superato le 3.400 segnalazioni, registrando un aumento dell’1,8%. Un segnale positivo arriva invece dalla contrazione degli episodi mortali, in diminuzione sia su scala regionale che all’interno del capoluogo.
Di contro, si osserva un forte aumento delle patologie legate all’attività lavorativa. Le denunce per malattie professionali hanno subito un’impennata superiore al venti per cento nelle Marche, superando i 5.800 casi, e un trend analogo si è verificato ad Ancona con oltre 1.200 segnalazioni.
Secondo la visione dell’associazione, la tutela della salute dei lavoratori passa inevitabilmente attraverso interventi di natura strutturale, capaci di contrastare la precarietà, l’incertezza contrattuale e il fenomeno del lavoro sommerso, che spesso cela numeri ancora più alti rispetto a quelli ufficialmente censiti dall’Inail. Tra le proposte sollecitate a livello legislativo figurano l’introduzione di una fattispecie di reato specifica per gli omicidi sul lavoro e l’istituzione di una Procura nazionale dedicata per uniformare le indagini in materia.










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