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La startup italiana Ticketoo, piattaforma di rivendita di biglietti tra fan con oltre 600.000 utenti registrati, ha presentato formale segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM). L’obiettivo dell’iniziativa è chiedere un aggiornamento delle normative sul secondary ticketing e sollecitare un’indagine conoscitiva sulle dinamiche concorrenziali del settore in Italia.

Alla base della segnalazione vi è la necessità di distinguere nettamente due modelli d’affari opposti:

  • Il modello speculativo (bagarinaggio): in cui i titoli d’accesso vengono riproposti a prezzi maggiorati.

  • Il modello non speculativo (fan-to-fan): adottato da Ticketoo fin dalla sua fondazione nel 2022, che consente lo scambio di biglietti esclusivamente al valore nominale o a un prezzo inferiore.

Secondo la startup, la normativa italiana vigente — introdotta con la legge di bilancio 2017 (L. 232/2016) per arginare il bagarinaggio — rischia oggi di penalizzare anche i servizi etici. L’attuale interpretazione tende infatti a riservare le operazioni di rivendita ai soli canali ufficiali della vendita primaria. Questo limita l’ingresso a piattaforme terze indipendenti pur dotate di sistemi di controllo, verifica dei titoli e transazioni tracciabili.

La rigidità delle regole attuali, evidenzia Ticketoo, si traduce in una riduzione delle opzioni di tutela per gli utenti che non possono più partecipare a un evento.

Nel documento inviato all’AGCM viene citato a titolo esemplificativo il caso delle Nitto ATP Finals di Torino (in programma dal 15 al 22 novembre 2026): in base alle indicazioni ufficiali del servizio di biglietteria, i moduli d’ingresso non risultano rimborsabili e non è predisposto un canale ufficiale di rivendita, pur essendo consentito il cambio nominativo. In assenza di piattaforme d’intermediazione sicure e autorizzate, i consumatori rischiano di perdere il valore dell’acquisto. Alcune volte anche di dover ricorrere a scambi informali privi di garanzie.

Attraverso l’azione presentata all’Antitrust, Ticketoo sollecita due interventi principali:

  1. Attività di segnalazione (advocacy) verso Parlamento e Governo: per promuovere una revisione legislativa che permetta anche ad operatori indipendenti di gestire la rivendita tra privati. La proposta prevede l’introduzione di un regime autorizzatorio basato su stringenti requisiti di trasparenza, tracciabilità e blocco dei sovrapprezzi. Ma senza l’obbligo per la piattaforma di possedere i sistemi di emissione propri della vendita primaria.

  2. Avvio di un’indagine conoscitiva: finalizzata ad analizzare il grado di concorrenza del mercato della rivendita in Italia, la presenza di barriere all’ingresso per i servizi innovativi e le condizioni complessivamente offerte ai consumatori.

«Quando abbiamo fondato Ticketoo volevamo risolvere un problema concreto: permettere a chi non può più andare a un evento di rivendere il proprio biglietto in modo semplice e sicuro, senza specularci», ha dichiarato Simone Serani, CEO e co-founder della società. «Non chiediamo meno regole né trattamenti di favore, ma che l’innovazione possa svilupparsi nel rispetto degli stessi obiettivi di tutela. Un mercato con più alternative affidabili significa più scelta e maggiori opportunità per i fan».

admin

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