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“Ci sono buoni spunti dall’Osservatorio per le Politiche Agricole e lo Sviluppo Rurale.

È un primo confronto con l’assessore e il dirigente, abbiamo iniziato a parlare delle difficoltà che ci sono: aree interne, giovani, le politiche europee per il Pac, il Mercosur”.
Così il presidente di Cia Marche, Alessandro Taddei che ha ribadito la necessità di un cambio di passo nelle politiche agricole regionali in occasione dell’Osservatorio che si è riunito ieri a Loreto (Ancona) alla presenza, tra gli altri, del presidente della Regione Francesco Acquaroli, del vice presidente Enrico Rossi, con delega all’Agricoltura, e del ministro Francesco Lollobrigida.
“Non va sottovalutata l’importanza della giornata odierna, – ha commentato Taddei – speriamo di essere riusciti a trasmettere alle istituzioni politiche le nostre problematiche.

Adesso saremo assidui nella presenza ai tavoli per lavorare sulle soluzioni perché spesso noi non vediamo opportunità concrete, a differenza di altri: prendiamo il Mercosur, che per le Marche non presenta tutti questi vantaggi, anzi l’apertura a una zootecnia intensiva come quella del Sud America potrebbe danneggiare le poche aziende marchigiane ancora sul territorio””.
“Sulla Pac, – ha detto ancora Taddei – abbiamo chiesto alla regione di rimanere in allerta come noi, perché se è vero che quest’anno resterà invariata, la nuova programmazione resta pur sempre fissata per il 2027 e lo scoglio della convergenza in un fondo unico resta reale. Abbiamo parlato di reddito, l’anno appena passato è stato difficile e nessun settore si è salvato, nemmeno quello vitivinicolo. Credo che la strada della collaborazione tra associazioni e istituzioni, nelle Marche, sia l’unico modo per tentare di salvare e, possibilmente, riattivare un comparto vitale come quello agricolo”.
“L’agricoltura marchigiana non ha bisogno di misure tampone, ha bisogno di una visione strutturale. – ha sottolineato Luca Bianchi, presidente di Agia Marche. – Il tema centrale è uno solo: il reddito. Senza redditività non c’è impresa, senza impresa non c’è ricambio generazionale, senza ricambio non c’è futuro per le aree interne e montane”.

Ansa

admin

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