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“Nella percezione comune c’è una frattura fra Medioevo e Rinascimento. Quest’ultimo rappresenterebbe la riscoperta della civiltà antica e l’avvio di una straordinaria crescita artistica e scientifica, in contrasto con la stagnazione dei ‘secoli bui’ e invece la realtà è completamente diversa: la fioritura rinascimentale è il punto d’arrivo di una lunga crescita economica e culturale che caratterizza gli ultimi secoli del Medioevo”.

Così il professor Alessandro Barbero, storico, nella sua lectio magistralis intitolata “L’invenzione rinascimentale del Medioevo”, in occasione dell’inaugurazione dell’Anno accademico 2025-2026 all’Università degli Studi Carlo Bo di Urbino. Le immatricolazioni all’ateneo sono cresciute dell’1,4% raggiungendo un totale di 4.558; mentre nell’ultimo anno sono aumentati del 76% gli studenti internazionali, a quota 1.220.
Nella cerimonia, che si è svolta nell’Aula magna Area scientifico didattica Paolo Volponi, la relazione del rettore Giorgio Calcagnini, l’intervento del rappresentante del Personale Tecnico-Amministrativo e del rappresentante del Consiglio degli Studenti. Nel corso della cerimonia sono stati trasmessi brani musicali eseguiti dal Coro Universitario 1506 diretto dal Maestro Augusta Sammarini.
Un evento impreziosito dalla lectio magistralis di Barbero.
“A partire dall’età di Carlo Magno, – ha sottolineato lo storico – e poi più vistosamente dal XII secolo, la civiltà medievale conosce uno sviluppo ininterrotto il cui esito finale sono la cultura umanistica, i viaggi dei navigatori e le scoperte geografiche, l’invenzione della stampa”. Solo allora, paradossalmente, – ha proseguito il professore – l’orgoglio per i traguardi raggiunti induce i dotti a un atteggiamento di supponenza e disprezzo verso la cultura artistica e letteraria dei secoli precedenti, che ne fraintende completamente la complessità, e getta le basi per la leggenda dell’arretratezza e ignoranza del Medioevo”.

Ansa

admin

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