Il quadro della sicurezza sul lavoro nelle Marche per l’anno 2025 evidenzia un peggioramento preoccupante.
Secondo i dati Inail le denunce totali di infortunio sono state 16.889, con un incremento dell’1,3% rispetto al 2024. Di queste, 14.074 sono avvenute in occasione di lavoro, mentre 2.815 riguardano il tragitto casa-lavoro.
Quasi tutte le province mostrano un aumento degli infortuni, con Pesaro Urbino (+2,63%) e Ancona (+1,93%) in testa per variazione positiva, mentre Fermo è l’unica in controtendenza con un calo del 3,2%. A livello di comparti, il manifatturiero sale del 2,8%, ma i picchi di criticità si registrano nella sanità (+17,4%) e nelle costruzioni (+12,3%).
Il dato più drammatico riguarda però le vittime: gli infortuni mortali sono passati da 22 a 31 (+40,9%). La provincia più colpita è Macerata con undici decessi, seguita da Pesaro Urbino (sei) e Ancona e Ascoli Piceno (cinque ciascuna).
Le malattie professionali continuano il loro trend negativo raggiungendo 7.987 casi (+3,4%). Le patologie più diffuse interessano il sistema osteo-muscolare (5.636 casi) e il sistema nervoso.
Il commento di Guido Bianchini, past president cocopro Inail Ascoli Piceno, punta il dito contro la carenza di investimenti: “Colpisce la crescita degli infortuni sia tra i giovani (25-29 anni, +7,8%) che tra i più anziani (60-64 anni, +8,9%)”.
La causa principale viene individuata nella debolezza della prevenzione: solo lo 0,4% delle risorse Asl è destinato ai servizi Spsal. “Una quota irrisoria – conclude Bianchini – che rende impossibile garantire controlli efficaci e tutela reale”.
Ansa










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